Preparare il futuro post Coronavirus. Analisi dei dati, tecnologia e sostenibilità

Preparare il futuro post Coronavirus. Analisi dei dati, tecnologia e sostenibilità

In questi giorni c’è gran fermento per carpire qualcosa che possa darci indicazioni sul prossimo futuro. Dopo una prima fase in cui abbiamo sentito ripetere allo sfinimento “Dopo questa emergenza sanitaria, saremo in un mondo nuovo” e ancora “Occorrerà lavorare in maniera diversa”, alcuni hanno alzato l’asticella ipotizzando “nuovi modelli di organizzazione di impresa”, finalmente ora qualcosa sembra muoversi ed alcune amministrazioni,  associazioni di categoria, attraverso il coinvolgimento degli imprenditori stanno avanzando proposte sul tema davvero prioritario: come potremo ripartire.

Nel turismo su un elemento sembra esserci unanimità: le destinazioni devono necessariamente ripensare la propria offerta e strategia di comunicazione. Per questo però è imprescindibile capire cosa cercheranno le persone, come saranno modificate le aspettative e soprattutto chi e quando potrà pensare di concedersi un viaggio. Ecco perché in un momento ancora di generale smarrimento, prima di trovare le risposte occorrere porsi le giuste domande. Senza tirare in ballo i padri della filosofia, vorrei lanciare qualche sassolino nello stagno e chiedere:

  1. quanto influirà il tema sanificazione sulle scelte delle persone?
  2. davvero saremo più attenti alla sostenibilità?
  3. le regole per la riapertura terranno conto della sostenibilità economica ed organizzativa delle imprese?
  4. la tecnologia può aiutarci a risolvere alcune delle nuove problematiche?

 

Mi piace immaginare che i decisori che dovranno definire questo futuro tengano presente queste e altre domande per valutare realmente l’impatto delle prossime misure. Intanto le imprese, soprattutto quelle della filiera turistica, stanno chiedendo: una programmazione delle riaperture, regole chiare, accesso al credito facilitato e disponibilità di liquidità rapida. Le richieste variano a seconda della tipologia, ma su queste è forte il coro che si leva da associazioni, imprenditori, amministratori locali, sindacati.

Se su alcune ipotesi dovremo veramente fare uno sforzo di progettazione su “scenari possibili”, su altre è fondamentale integrare con quello che già la tecnologia ed i big data ci offrono: analisi del sentiment e monitoraggio dei percorsi di navigazione e comportamenti di acquisto online possono essere in questo momento un faro. Troppo pericoloso lasciarsi guidare solo dalle intuizioni.

Alcune ricerche ed analisi utili

(Aggiornamento 30 aprile 2020)

La rete non è stata certo a guardare e se abbiamo potuto godere di un’enorme quantità di contenuti interessanti grutuiti online da istituzioni culturali, artisti, media, non è mancato il contributo del mondo economico con webinar e corsi online. Grazie ad alcuni soggetti lungimiranti è possibile da qualche giorno trovare online interessanti e utili analisi: